Energia vitale (Prana)
Rapporto
de
Dr. Mario Rizzi
LA GESTIONE
DELL´ENERGIA VITALE Il malato non è
solo un corpo fisico ma anche un essere pensante e più o
meno sofferente. Se si perde di vista il complesso
psicofisico del malato non si fa certo della sana
medicina, perché‚ ogni medico deve considerare
indissolubile, nel suo malato, spirito e materia
(C.
Frugoni).
Provate ad alitare
su uno specchio e scoprirete che su questi si depositerà
un sottile strato di vapore. Ciò accade perché l'aria
espirata contiene vapore e, anche se invisibile, un gas
chiamato anidride carbonica. Questo dimostra che il corpo
umano è una macchina in grado di produrre energia. Ma per
produrre energia
necessita:
· ossigeno che, con l'aria inspirata,
entra nei polmoni e quindi passa nel sangue che lo
trasporta a tutte le cellule del
corpo.
· nutrimenti, che assumiamo con cibi
e bevande.
· energia vitale (prana), che
proviene dal Sole e la milza provvede ad assorbire,
elaborare e distribuire a tutto
l’organismo.
In questo articolo
ci soffermeremo a considerare la gestione dell’energia
vitale. Purtroppo, infatti, vi sono degli individui (ad
es. molti ammalati) che ne consumano più di quella che
riescono ad assorbire, pertanto diventano delle “spugne”
che l’assorbono malcapitati che gli stanno vicini. Questa
è la ragione per cui dopo una visita in ospedale ci si
ritrova spesso senza energia.
Alcune piante (pino,
eucalipto, e altre) sono in grado di elaborare l'energia
vitale nello stesso modo del corpo umano, sono perciò dei
pranoterapeuti naturali, e la loro vicinanza può
considerarsi molto salutare. Talvolta, invece, lo stesso
pranoterapeuta non è sufficientemente sano nel corpo e
nello spirito, per poter offrire l'energia pura come
sarebbe desiderabile.
Come proteggere il
nostro patrimoni energetico
Con le sue ricerche,
lo scienziato William Reich ha appurato che le sostanze
organiche (ad es. legno, stoffa, cartone, ecc.), attirano
l'energia cosmica che le attraversa accelerando il suo
corso. Se, dopo uno strato di organica, se ne pone uno
sottile di metallo, l'energia cosmica, essendo
accelerata, riuscirà ad attraversare anche il metallo.
Partendo da questo principio egli costruì delle grandi
"scatole" che chiamò accumulatori orgonici, che usava
come ambiente terapeutici ove curare pazienti afflitti da
particolari patologie.
Noi possiamo
utilizzare lo stesso principio per costruire un ciondolo
protettivo, che consente all'energia cosmica (prana) di
entrare nel nostro plesso solare, ma non permette che la
stessa se ne esca quando qualcuno tende a risucchiarcela
senza neppure esserne
consapevole.
Come costruire ed
usare il ciondolo protettivo
·
Acquistate in una cartoleria o un
colorificio una lastrina di rame leggero (quello che
usano gli scolari per fare i lavoretti artistici a
sbalzo), e ritagliatene un disco di circa 10 cm di
diametro,
·
da un cartone piuttosto robusto
ritagliate un disco di circa 11 cm di
diametro,
·
incollate il disco di rame su
quello di cartone,
·
fate due buchini nel disco di
cartone e fateci passare una
cordicella,
·
appendetevi il disco al collo in modo che si
posizioni davanti al plesso solare (bocca dello
stomaco).
|
ATTENZIONE:
la parte con il rame deve essere
verso il vostro corpo, ma non a contatto
della pelle! Il rame, infatti, reagendo
con il sudore, creerebbe il verderame, un
tossico potente che può penetrare nel
corpo attraverso i pori della
pelle.
Ricordiamo anche
che questo ciondolo è un protettore energetico,
pertanto usatelo solo quando ne sentite la
necessità!
|
 |
Responsabilità ed all'istituzione del
contatto:
Dr. Mario
Rizzi
website: www.procaduceo.org
|